Lampedusa fa parte delle Isole Pelagie, dista 205 Km. dalla costa siciliana, ed è la più grande fra le tre isole.
Essa si trova al centro del Mar Mediterraneo, e confina a nord-ovest con Lampione, e a nord-est con Linosa.
Il calcare e la dolomite sono le rocce che caratterizzano il terreno; la costa si differenzia a seconda delle zone, con spiagge di sabbia bianchissima, cale rocciose, ripide falesie.
La Riserva Naturale Orientata “Isola di Lampedusa” si estende da Cala Greca fino al Vallone dell’Acqua. Essa comprende zone uniche al mondo per la loro bellezza, dal mare, alla vegetazione, alle rare specie animali.
La zona più bella dell’isola, e in generale del Mediterraneo, è l’Isola dei Conigli, dove vi nidifica la tartaruga marina, e dove nei fondali si trova la Madonna del Mare
Il mondo sottomarino è uno spettacolo meraviglioso agli occhi di chi naviga lungo le coste, il fondale è a tratti roccioso e a tratti sabbioso.
L’isola è ricca di baie, e calette, con le acque limpidissime e dai più svariati colori.
L’isola di Lampedusa fu abitata da diversi popoli, quali greci, romani, e saraceni, i quali vennero scacciati nell’813 d.c. dal telesiarca greco Gregorio.
Nel XV secolo il primo Re di Napoli, Alionso V d’Aragona detto il Magnanimo, governa l’isola introducendo istituzioni e costumi spagnoli; e nello stesso anno cede i suoi poteri a Giovanni De Caro dei Baroni di Montechiaro.
Circa un secolo dopo, l’Ammiraglio genovese Andrea Doria è inviato a Mekdia (città ormai divenuta quartier generale dei corsari africani) con la flotta di galere da guerra, allo scopo di rifornire il presidio militare della città, partecipando alla conquista di Tripoli e divenendone il governatore nel XVI secolo.
Ma Carlo V voleva debellare la roccaforte della pirateria, e dopo un lungo assedio di circa un mese, le porte della città di Mekdia furono trasferite a Palermo, anche se durante la navigazione in mare si scatena una tempesta che portò numerose perdite sia di vite che di navi.
Nel XVII secolo, Carlo II di Spagna concede alla famiglia Giulio Tomasi di Lampedusa il titolo di Principe di Lampedusa.E dopo circa un secolo, Francesca di Lampedusa cede in enfiteusi una parte dell’isola a coloni maltesi della famiglia Gatt. Salvatore Gatt, a sua volta, concede una porzione delle terre affittate all’inglese Alessandro Fernandez, il quale vi installa una colonia.
Proprio in questo periodo venne eretto il castello fra le quattro torri antiche.
Ma non avendo ottenuto il sussidio richiesto per difendere l’isola, il Principe Tomasi chiede al Re di poter vendere Lampedusa all’Inghilterra. Ma Ferdinando II non accetta la richiesta, e compra personalmente l’isola per farne una colonia agricola del suo regno.
Nella metà del XIX secolo, il cavaliere Bernardo Maria Sanvisente s’impossessa delle isole di Lampedusa e Linosa, con la carica di governatore di S. M. Ferdinando II di Borbone Re del Regno delle Due Sicilie.Ma con la caduta del Regno delle due Sicilie, avvenuta nella seconda metà del XIX secolo, l’arcipelago delle Pelagie viene annesso al Regno d’Italia, anche se da quest’ultimo rimangono ignorate per circa 10 anni, fino a quando poi vi fu costruita una colonia penale per i condannati al domicilio coatto. Dopo qualche anno a Lampedusa è riconosciuto il titolo di comune, mentre Linosa una frazione distaccata. Durante le seconda guerra mondiale, per la sua posizione geografica, Lampedusa si trasforma in una roccaforte militare, subendo diversi bombardamenti soprattutto durante lo sbarco in Sicilia.
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